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mercoledì 18 luglio 2012

Strage di via d'Amelio: vent'anni di verità nascoste

Oggi è il ventennale della strage di via d'Amelio in cui il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta hanno perso la vita: il 19 luglio del 1992 ha macchiato indelebilmente con il sangue la storia della politica italiana. 
A Palermo sono arrivati da tutta Itala in commemorazione del giudice ucciso dalla mafia, e come ogni anno a simbolo della loro battaglia alla ricerca della verità hanno scelto l'agenda rossa, il diario personale del magistrato misteriosamente sparito dopo l'attentato. Oggi il ''Popolo delle Agende Rosse'' si e' dato appuntamento davanti al tribunale di Palermo. ''Siamo qui - dicono - perche' Paolo si ricorda anche manifestando solidarieta' ai pm di Palermo che indagano sulla trattativa Stato-mafia''. Sugli striscioni che hanno affisso si legge: ''difendiamo chi indaga sulla trattativa Stato-mafia''.
Per capire la genesi del movimento spontaneo del "Popolo delle Agende Rosse" leggiamo le parole di Benny Calasanzio Borsellino  in un'intervista su Amedit Magazine di cui riportiamo un estratto: 


Cosa ti ha spinto a fondare con Salvatore (ndr. Borsellino) il “Popolo delle Agende rosse” e quale il bilancio che si può trarre dall’azione di questo movimento?

Le Agende Rosse in realtà sono nate in autonomia. Io e Salvatore abbiamo iniziato a girare l’Italia insieme, lui a raccontare una storia troppo conosciuta e io una troppo poco conosciuta. Sempre più persone hanno iniziato a venire ai nostri incontri e in poco tempo ci siamo trovati ad avere problemi di sedie! Ci siamo trovati, ci siamo voluti bene e oggi siamo inseparabili, nonostante lui abbia circa 40 anni in più di me. Grazie agli uomini e alle donne delle Agende Rosse oggi in Italia c’è una coscienza critica che conosce, che sa, che non può più essere presa in giro. In alcuni casi sulla strage di Via d’Amelio sanno molto di più le Agende Rosse che gli addetti ai lavori.

A Borsellino il Comune di Palermo titolerà l'atrio della biblioteca comunale, mentre a tutti coloro nati il 19 luglio 1992 l'amministrazione ha regalato dei block notes con l'elenco di tutte le vittime della mafia dal 1893 a oggi. 


Ma la verità quando emergerà?

mercoledì 11 luglio 2012

Trattativa Stato-Mafia: Nicolò Amato racconta la sua versione

Nicolò Amato, l’ex capo del Dipartimento dell’ Amministrazione Penitenziaria (Dap), nel suo libro I giorni del dolore. La notte della ragione. Stragi di mafia e carcere duro (Armando Editore) ha ricomposto dopo diciannove anni una pagina di storia della patria rimasta nell’oblio. Secondo il Professore, Cosa Nostra chiese la sua testa e dalla parte dello Stato qualcuno gliela concesse nel giugno del ’93. "La mafia ha voluto la mia testa per la durezza della mia politica carceraria nei confronti della criminalità organizzata: i documenti in mio possesso dimostrano che la richiesta è stata sostanzialmente accolta con la mia destituzione il 4 giugno del 1993, non so per responsabilità di chi, ma certamente allo scopo di evitare ulteriori stragi”. 

Qualche mese prima dell’avvicendamento la mafia inviò una lettera anonima a Oscar Luigi Scalfaro, l’allora presidente della Repubblica, invitandolo a rimuovere “il dittatore Amato e gli scherani al suo servizio”. Scalfaro non fu il solo a ricevere la lettera, la ricevettero anche le autorità interessate dalle stragi dell’estate del 1993. Un documento simile era stato inviato anche al papa Giovanni Paolo II, dopo l’attentato alla chiesa di San Giorgio al Velabro e San Giovanni a Roma, e al cardinale di Firenze dopo la strage in via dei Georgofili; cioè alle Autorità maggiormente interessate ai luoghi oggetto degli attentati. “Coincidenze molto strane”, dice ancora l’ex capo del Dap.
Il Professore ha dipinto uno scenario inquietante: un presidente della Repubblica italiana ha accettato di ridurre gli effetti del 41 bis per compiacere la mafia.



"Certo, se una trattativa vi è stata, io ne sono stato la prima vittima. E peraltro, più che di una trattativa vera e propria si è trattato di una sorta di tacita intesa – addebitabile non so a chi – sulla base di una pressione e di una richiesta esplicita della mafia, espressa nella lettera inviata alla fine del febbraio del 1993 al presidente Scalfaro. E a questa pressione della mafia, rafforzata dallo scenario delle stragi che si prospettavano sullo sfondo, è stata data, sostanzialmente, una risposta positiva, con la mia destituzione”.

La mafia cosa vuole da Scalfaro? “Per Cosa Nostra ero ormai diventato “insopportabile”, avevo applicato il 41 bis a tutti i detenuti mafiosi con un minimo di rilievo criminale: alla fine del mio mandato nelle carceri c’erano più di millequattrocento detenuti sottoposti al 41 bis. Subito dopo la mia destituzione, la politica penitenziaria italiana è mutata, è diventata più morbida: sono cominciate le revoche e i mancati rinnovi del 41 bis, tanto che in pochissimo tempo i detenuti di mafia sottoposti al carcere duro da oltre millequattrocento sono diventati meno di quattrocento”.

Una vera rivoluzione, cosa può essere successo? “Il 4 giugno del 1993 sono uscito dal ministero della Giustizia e solo da poco sono riuscito a ricostruire i fatti: non facevo più parte delle istituzioni, quindi non avevo la possibilità di sapere. Solo di recente ho scoperto che a partire dal 26 giugno del 1993 vi sono quattro o cinque appunti del Dap, firmati dai miei successori, in cui si prospetta al ministro della Giustizia una politica più morbida che si preoccupa espressamente di ‘non acuire la tensione all’interno degli istituti di pena’. Ed è una politica che prevede una progressiva diminuzione del numero dei detenuti sottoposti al carcere duro”.

Nel suo libro si descrive una procedura molto particolare: si dice che una volta ricevuta la lettera, il Presidente della Repubblica convocò il capo dei cappellani carcerari monsignor Curioni, e comunicò che il suo tempo al Dap era scaduto, e quindi invitò Curioni a collaborare con il ministro della giustizia Conso nella ricerca del suo sostituto.“Proprio dopo questo colloquio fu comunicato al ministro Conso che dovevo lasciare il Dap. Eppure si trattava di materia che non rientra nella competenza del presidente della Repubblica, ma piuttosto del ministro della Giustizia e del Governo. C’è un particolare inquietante: monsignor Curioni, primo destinatario della decisione della mia destituzione, era la medesima persona che al tempo del sequestro Aldo Moro era stata incaricata dal pontefice Paolo VI di mediare con i brigatisti rossi detenuti in carcere una sua liberazione”.

Con il ministro Claudio Martelli il rapporto era invece eccellente. "Lui ha firmato a mia richiesta, nel luglio del 1992, 532 decreti 41 bis per detenzione di detenuti di mafia. E successivamente, nel settembre del 1992, lo stesso Martelli mi ha rilasciato una delega a firmare direttamente i decreti di 41 bis quando ne avessi ritenuto l’opportunità, benché la firma del 41 bis sia di esclusiva competenza del Ministro. Sulla base di questa delega, il sottoscritto e il Dap da me diretto ha firmato senza intermediari 567 decreti 41 bis per detenuti di mafia”.

Con il successore di Amato, Giovanni Battista Conso, la battaglia dello Stato contro la mafia segna il passo.
“Conso ha cominciato a revocare i 41 bis solo quando sono stato allontanato. Nel novembre del 1993, lui ha revocato di colpo oltre un centinaio decreti 41 bis, d’accordo con i miei successori. Riassumendo: le revoche e le mancate proroghe del ministro avvengono dopo che sono andato via dal Dap.
Secondo Amato, a quell'epoca le istituzioni dello Stato hanno reagito con coraggio e dignità sia agli episodi legati al terrorismo politico sia alla violenta aggressione del terrorismo mafioso. Mentre la sua destituzione coinvolge persone che non spetta a lui individuare, pur macchiando irrimediabilmente le istituzioni.

“La forza della mafia è la forza di connivenze, connessioni sociali, economiche e politiche; nel libro sostengo che non si può combattere e sconfiggere tagliando i collegamenti fra criminalità, politica, economia e finanza”.


Ergo, la mafia è collegata inscindibilmente alla nostra società... 



giovedì 5 luglio 2012

Antonio Ingroia: l'Italia è un paese senza verità



Antonio Ingroia accusa l'Italia di essere un paese senza verità: "Credo che in un Paese normale di fronte a questa azione della Magistratura, il paese delle istituzioni e la società si stringerebbero attorno ai magistrati, li si sosterrebbe in questo compito difficile, anzi ciascuno cercherebbe di fare la propria parte. La politica dovrebbe occuparsene, accertando quello che alla politica tocca accertare rispetto al passato, la verità politica, la verità storica – politica. Non tocca alla Magistratura appurare la verità storica. La politica dovrebbe anche individuare responsabilità storiche e responsabilità politiche, non certo le responsabilità penali e invece questo in Italia non è avvenuto. Almeno fino a oggi non è avvenuto". 

Il famoso Magistrato parla sul blog di Beppe Grillo della sua esperienza di Magistrato, delle menzogne e dell'omertà intorno alle stragi di magia e accusa l'assenza di appoggio al lavoro della Magistratura da parte delle istituzioni, dello Stato.

"Noi siamo un Paese incapace di ricordare il proprio passato, di appropriarsene attraverso la verità, perché poi la verità è anche uno strumento per ricostruire il passato. È un Paese che rimane senza passato e senza memoria perché non ha verità sul suo passato, un paese che non può costruire nessun futuro".


Senza verità l'Italia non riuscirà mai a illuminare i suoi angoli bui, e senza la luce della chiarezza il nostro stato non potrà mai crescere.

"Perché questa Seconda Repubblica affonda letteralmente i suoi pilastri nel sangue di quelle stragi, in quella trattativa che si sviluppò dietro le quinte di quelle stragi.
 Non solo la politica non ha fatto questo, ma né dalla politica, né dal mondo dei mass media, il mondo dell’informazione è venuto un sostegno nei confronti della Magistratura, anzi queste iniziative di verità, di realtà giudiziaria ovviamente - non tocca alla Magistratura scoprire la verità storica - sono state accolte con freddezza, fastidio, a volte con ostilità come se questo Paese la verità non la volesse, come se ci fosse una grande parte del Paese che preferisce vivere in quell’eterno presente immobile senza conoscere le proprie origini, forse per la paura di scoprire qualcosa di cui vergognarsi nella propria vita."



Immobilità sterile o scomoda verità? 

L'Italia deve avere il coraggio di essere finalmente libera. Libera, una volta per tutte, dalla tela di cosa nostra potrà volare verso nuovi orizzonti.

martedì 3 luglio 2012

Reggio Emilia: In Terra Infidelium arriva a Libera




Lo spettacolo itinerante In Terra Infidelium ha fatto tappa anche a Reggio Emilia, coinvolgendo i cittadini in cinque storie di vita segnate da mafia e criminalità. Un sindaco, un professore, una taccheggiatrice e un evasore hanno raccontato la propria esperienza sulle note folk della fisarmonica di un brillante musico.


Presso il negozio Etico Libera in via IV Novembre l'aperitivo spettacolo è stato frequentato con entusiasmo, così come il successivo secondo appuntamento in via Roma in occasione del Festival Via Roma Viva, tradizionale kermesse di primavera per sostenere l'economia del quartiere.


Etico è un progetto unico in Emilia Romagna: commercializza beni che vengono prodotti sui terreni confiscati alle mafie e che sostengono, con la vendita, le Cooperative Sociali che nel sud Italia si oppongono alla cultura della criminalità organizzata, o prodotti delle Cooperative Sociali reggiane che attraverso un lavoro protetto e a valenza educativa riescono ad inserire persone svantaggiate nel mondo del lavoro, o prodotti che fanno parte del commercio equo e solidale che permettono una distribuzione più equa nei paesi in via di sviluppo.


Insomma, Etico è un negozio "BUONO", che come NoveTeatro, è dalla parte della legalità.

martedì 26 giugno 2012

Giornata nazionale contro la droga: chi compra e consuma droga favorisce la mafia!

“Liberi da tutte le droghe, Liberi da tutte le mafie. Chi compra droga finanzia le mafie, le loro violenze e il terrorismo”.
Ecco gli slogan lanciati dal Dipartimento politiche antidroga (Dpa), la cui delega è affidata al Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, e che da oggi,  in occasione della Giornata mondiale contro il consumo e il traffico di droga, campeggeranno sui principali monumenti di quattordici importanti città italiane.



Dal Colosseo di Roma, alla Mole Antonelliana di Torino, in Piazza Maggiore a Bologna, sul Torrione del teatro Carlo Felice di Genova, su Palazzo Barbieri a Verona, sul Campanile di San Marco a Venezia, sulla Torre di San Niccolò a Firenze, su Palazzo dei Priori di Perugia, sul Maschio Angioino a Napoli, sulla facciata della Sede comunale in Piazza Sant’ Oronzo a Lecce, sulla Torre dell’Elefante a Cagliari, sul Palazzo di Città di Palermo, fino alla statua del Cavatore a Catanzaro e in Piazza Ferrarese a Bari: tutta l'Italia è unita contro la droga!

Si tratta di un progetto di comunicazione realizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga, il cui obiettivo principale è quello di creare una forte consapevolezza, soprattutto nei giovani, sul fatto che rifiutare l’uso di droghe e quindi il loro acquisto significa prima di tutto rispettare se stessi, ma anche la legalità, impedendo finanziamenti illeciti alle mafie e al terrorismo.

Il Procuratore Pietro Grasso ha scritto: “Come procuratore nazionale antimafia non posso che impegnarmi, con tutta la mia forza, nel perseguire i traffici di droga in tutto il mondo, ma ho bisogno della rivolta epocale di tutti voi, giovani e anziani, poveri e ricchi. È tempo di dire tutti con una sola voce: “NOI NO!!!”. E’ tempo di soffiare tutti insieme, forte, sempre più forte per formare un vento che spazzi via tutte le droghe, naturali e sintetiche, tutti i trafficanti, pusher e spacciatori, nonché i loro soldi, sporchi di lacrime, di sangue, di dolore per tante vite distrutte”.

Rispettiamo noi stessi, rispettiamo la legalità.

martedì 5 giugno 2012

Sportello anticrisi: Reggio Emilia dà l'esempio al Paese

Saviano si complimenta con la Provincia di Reggio Emilia!

Affrontando il drammatico tema dei suicidi legati alla crisi economica, lo scrittore ha infatti rivolto un appello al governo: "aprire sportelli dove la gente possa rivolgersi per capire come affrontare il debito, le tasse, il denaro per pagarle, sarebbe già qualcosa".
Ma bisogna dire che la Provincia di Reggio Emilia qualcosa lo ha già fatto da febbraio: uno sportello di consulenza gratuita. Tramite l’Unità anticrisi è stato attivato uno sportello per l’analisi delle situazioni debitorie e delle cartelle esattoriali. Oltre a questo, la nostra provincia ha pensato a nuovo servizio di welfare rivolto alle famiglie, che viene fornito gratuitamente attraverso uno strumento altrettanto innovativo, il cosiddetto “equometro”, che si propone di sostituire l’ormai superato (e poco ‘veritiero’) Isee.

Reggio Emilia in questo caso fa da capolinea, speriamo riesca a creare un effetto imitazione nel resto d'Italia!!!




venerdì 25 maggio 2012

In Terra Infidelium a Correggio

Nel ventesimo anniversario della strage mafiosa di Capaci, per ricordare i celbri protagonisti anti-mafia Falcone e Borsellin,o il Comune di Correggio, in collaborazione con “Libera - Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie zona di Correggio” e Coop Nordest - Distretto soci di Correggio, Rio Saliceto e San Martino in Rio, ha promosso un calendario di iniziative dal titolo “La memoria e l’impegno contro le mafie”.

Mercoledì 24 maggio si è tenuto il secondo appuntamento di In Terra Infidelium, spettacolo itinerante di piazza che ha condotto il pubblico correggese attraverso le vie del centro storico in un viaggio all'interno del mondo sommerso di mafia e illegalità.


 In Terra Infidelium è prodotto da Nove Teatro, per la regia di Domenico Ammendola: primo spettacolo alle ore 18,30, secondo spettacolo alle ore 21, terzo spettacolo alle ore 22, sempre con partenza da Palazzo Principi.
Correggio, poi, è solo una delle tappe della tournée dello spettacolo itinerante "In Terra Infidelium", che tra maggio e giugno passerà da Novellara (martedì 22 maggio), Reggio Emilia (giovedì 24 maggio, domenica 3 giugno e domenica 17 giugno), Bagnolo in Piano (domenica 27 maggio) e Scandiano (sabato 2 giugno).


“La proposta di questi incontri”, commentano gli organizzatori, “che non esaurisce le nostre prossime iniziative, intende approfondire la storia e la conoscenza dell’attuale presenza del crimine organizzato in Italia e in Emilia, per capire e per attrezzarci a contrastare con fermezza quelle mafie che vorrebbero rendere schiavi uomini e donne liberi”.



lunedì 21 maggio 2012

In Terra Infidelium: a Novellara debutta la tournée dello spettacolo itinerante

regia Domenico Ammendola
con Lorenzo Baldini, Valeria Berreca, Fabrizio Careddu, Arjuna Iacci, Eva Martucci
Testo di Francesca Picci

A partire da martedì 22 maggio NoveTeatro porta nelle piazze delle principali città della Provincia di Reggio Emilia la legalità e la lotta alle mafie con lo spettacolo “In Terra Infidelium”, che costituisce la terza fase del progetto Teatro e Legalità, vincitore del bando per progetti di prevenzione e contrasto dell’infiltrazione mafiosa, promosso dalla Regione Emilia Romagna. 

Il progetto, fortemente sostenuto dall’amministrazione comunale di Novellara e in particolar modo da Youssef Salmi (Assessore all'Associazionismo, Volontariato e Giovani), coinvolgerà i seguenti comuni: Bagnolo in Piano, Correggio, Fabbrico, Guastalla, Montecchio Emilia, Novellara, Reggio Emilia, Scandiano.

Si tratta di uno spettacolo itinerante di piazza, aperto a tutta la cittadinanza. Negli spazi cittadini più rappresentativi saranno create e adeguatamente scenografate quattro o cinque stazioni, all’interno delle quali vi saranno degli attori che racconteranno storie realmente accadute (e drammatizzate) che trattano episodi di mafia. Il pubblico, suddiviso in gruppi di 25/30 persone, verrà raccolto nella stazione di partenza e verrà accompagnato da un cicerone nelle stazioni successive in un breve viaggio nella dimensione parallela di “cosa nostra”.

Lo spettacolo, completamente gratuito, verrà replicato nella stessa giornata più volte, in modo da poter coinvolgere un numero significativo di spettatori.

La tournée debutterà martedì 20 maggio a partire dalla città natale dell'associazione con un aperitivo-spettacolo presso il Bar L'angolo di Novellara a partire dalle ore 19.



Appuntamenti 
IN TERRA INFIDELIUM



Martedì 22 maggio

aperitivo-spettacolo
Bar Pasticceria L'Angolo
Novellara


dalle ore 19


.........


Mercoledì 23

spettacolo itinerante
partenza: Palazzo Principi Municipio
Correggio


ore 19- 21 -22


.........

Giovedì 24 maggio


aperitivo spettacolo

Negozio Libera
Viale IV Novembre 8
Reggio Emilia


dalle ore 19


........


Domenica 27 maggio


spettacolo itinerante

partenza: Teatro Ilva Ligabue
Bagnolo



ore 10-12-18


PARTECIPAZIONE A INGRESSO LIBERO

martedì 15 maggio 2012

Festa della Legalità: al via le seconda edizione a Reggio Emilia e Provincia

Antonio Nicaso - uno dei massimi esperti di 'ndrangheta internazionale autore di best seller come "La giustizia è una cosa seria"- questa mattina a Palazzo Allende ha aperto la seconda edizione della Festa della Legalità: "Noicontrolemafie 2012". Dal 15 al 19 maggio Reggio Emilia e Provincia saranno animate da studiosi, magistrati, giornalisti, testimoni della lotta alla mafia: Nicola Gratteri, Ignazio De Francisci, Giuseppe Gennari, Gianluigi Nuzzi, Francesca Barra, Enrico Bellavia e Manfredi Giffone sono alcuni degli ospiti illustri che si potranno incontrare nei prossimi giorni.



Tra i vari appuntamenti, giovedì 17 maggio alle ore 21 al Teatro del Fiume di Boretto andrà in scena "Fatto di persone" spettacolo ad ingresso gratuito di e con Domenico Ammendola e Lorenzo Baldini.







venerdì 4 maggio 2012

"FATTO DI PERSONE": spettacolo sulla criminalità al Teatro Pedrazzoli di Fabbrico

NoveTeatro ha riscosso un grande successo nelle scuole portando il scena la legalità e la lotta alle mafie con lo spettacolo “Fatto di persone”, rappresentato negli istituti superiori di Reggio Emilia e provincia.
Lo spettacolo, che costituisce una fase centrale del progetto “Teatro e Legalità” vincitore del bando per progetti di prevenzione e contrasto dell’infiltrazione mafiosa promosso dalla Regione Emilia Romagna, è stato rappresentato domenica 29 aprile al
Teatro Pedrazzoli di Fabbrico.


L’attore e regista Domenico Ammendola ha condotto una riflessione varia, imprevedibile e stimolante su questo tema spesso dibattuto, mescolando spezzoni cinematografici (fra i film proposti ricordiamo I cento passi di Marco Tullio Giordana, Un eroe borghese di Michele Placido, Mery per sempre di Marco Risi e In un altro paese di Marco Turco), testi letterari, episodi teatrali. Non sono mancati giochi d’interazione teatrale con gli spettatori, chiamati a reagire e a rispondere in prima persona agli stimoli proposti dallo spettacolo. Proprio perché dalla gente deve partire il primo stimolo per un nuovo senso civico e per una sensibilità maggiore verso le regole del vivere comune e verso la lotta alle mafie.


La Mafia fa schifo è la citazione di un’omonima pubblicazione di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso che consiste in una raccolta di lettere di centinaia di ragazzi e ragazze del Sud e del Nord con riflessioni, pensieri, storie vissute, che svelano cosa pensa la nuova generazione della criminalità organizzata, che cosa significa vivere in una terra di mafia e perché la "parola" è l'arma fondamentale per sconfiggere questa malattia profonda che si insinua nel tessuto italiano.


Amarezza, ironia, drammaticità, quotidianità: uno spaccato dell'Italia di oggi, ricco delle tante sfumature che la fantasia  può tratteggiare e che restituisce un messaggio di speranza per il futuro, quando saremo noi a dover combattere la "malapianta".



martedì 10 aprile 2012

Convitto di Correggio: scatti dello spettacolo Fatto di Persone

I ragazzi del Convitto Nazionale di Correggio - che ospita l'Istituto Professionale Alberghiero, Agro-Ambientale e Meccanico - il 13 marzo scorso hanno partecipato con entusiasmo a Fatto di Persone, lo spettacolo prodotto da NoveTeatro sulla legalità e sulla sensibilizzazione alla lotta contro il crimine e la mafia.








venerdì 16 marzo 2012

venerdì 9 marzo 2012

Ma quale Mafia!

Nel 2011 il Sindaco Vittorio Sgarbi continua a ripetere che a Salemi la mafia non esiste, che in Sicilia la mafia non esiste più! Fa perfino appendere dei manifesti formato maxi, con tanto di firma: Ma quale mafia! Cittadini, ribellatevi.  Il 6 febbraio 2012 viene chiesto lo scioglimento del Comune di Salemi per infiltrazioni mafiose. Commento di Vittorio Sgarbi, dopo le dimissioni: "Non me n'ero accorto”.
Ieri sono stati notificati quattro arresti per il capomafia palermitano Salvatore Madonia, 51 anni, Vittorio Tutino, 41 anni, Salvatore Vitale, 61 anni, tutti già detenuti e l’ex pentito di Sommatino (Caltanissetta), Calogero Pulci, 52 anni.
Davanti alla tazzina di caffè e al mio pc per la quotidiana rassegna stampa stamattina un titolo mi è balzato all’occhio: “Via D’Amelio, quattro arresti per la strage I Pm: Borsellino tradito da un carabiniere”.
E il caffè è andato automaticamente di traverso.
Dopo anni la paura più grande si insidia nell’anima degli italiani: quanto è colpevole una parte dello Stato  per la strage dove Paolo Borsellino e la sua scorta hanno perso la vita? Quanto Cosa Nostra è stata in grado di insinuarsi nella nostra vita quotidiana a minare pace e serenità ormai tanto precarie?


Salvo Palazzolo scrive: "La Dia ha notificato ordinanze in carcere al boss Salvino Madonia, che avrebbe partecipato alla riunione in cui si decise la morte del giudice, e ad altri due esecutori dell'eccidio avvenuto il 19 luglio 1992. Manette a Calogero Pulci, ritenuto un falso pentito. La Procura di Caltanissetta boccia anche Massimo Ciancimino ("Inattendile") e avanza un'ipotesi drammatica per il movente della strage: Borsellino era di ostacolo per la trattativa Stato-mafia. Ecco l'atto d'accusa dei magistrati.”
E Silvia Amadori nel suo blog sulla legalità ricorda le parole della vedova Borsellino: "Il 15 luglio, verso sera, conversando con mio marito in balcone lo vidi sconvolto, mi disse testualmente: Ho visto la mafia in diretta, perché mi hanno detto che il generale Subranni era “punciutu”.. Punciutu in gergo significa mafioso. Non ha la forza di continuare a commentare queste notizie, perché il pensiero del drammatico evento fa ancora troppo male: il magistrato che prima sorrideva, i suoi resti e i resti dei ragazzi della scorta sbalzati negli edifici, la vedova Borsellino rimasta sola con la sua dignità, la figlia di Paolo costretta a riunire i pezzi del padre la ammutoliscono.


Come ammutolisce tutti noi.
Non per omertà, ma solo perché davanti a tale atrocità non ci sono parole!

giovedì 8 marzo 2012

Donne: le vere eroine della mafia

Graziella lavorava in una lavanderia a Villafranca Tirrena. La giovane scomparve a Villafranca Tirrena dopo essere uscita dalla lavanderia dove lavorava, la sera del 12 dicembre 1985. Allora il negozio era frequentato da due clienti che si presentano come l'ingegner Toni Cannata e il geometra Gianni Lombardo, di Palermo. In realtà sono Gerlando Alberti junior (nipote di Gerlando Alberti senior, soprannominato 'u paccarè, il furbo, braccio destro di Pippo Calò) e Giovanni Sutera, pericolosi latitanti ricercati per associazione mafiosa e traffico di droga. Da anni abitano in una villetta a Villafranca, a due passi dalla caserma dei carabinieri. Il destino fa incrociare i mafiosi con quella ragazza dai grandi occhi scuri. L’unica colpa della ragazza: trovare negli indumenti dell'ingegner Cannata un documento in cui veniva rivelata la sua vera identità, Gerlando Alberti jr, nipote latitante del boss Gerlando Alberti senior.
La sera del 14 dicembre Graziella non sale sulla corriera che la riporta a casa. Due giorni dopo, il cadavere viene trovato a Forte Campone, un luogo isolato, che fa paura: uccisa con cinque colpi di lupara, uno sparato sul viso. La ragazza è sfigurata, con un braccio alzato come per difendersi.

All’innocente donna siciliana finita per caso nel mirino della mafia, oggi viene dedicata “Cascina Graziella”, un bene confiscato a Francesco Pace, imprenditore originario di Paceco (successore di Vincenzo Virga, luogotenente di Bernardo Provenzano), e si trova a Moncalvo d’Asti. In prospettiva, nel bene confiscato nascerà una cooperativa di lavoro in cui saranno impiegate le donne residenti in un centro socio-assistenziale, in cui saranno ospitate donne vittime di dipendenze (alcol, droga, gioco) e di abusi.

La provincia di Reggio Emilia celebrerà la festa delle donne all’insegna di Donne e Legalità: venerdì 9 marzo alle 17 presso la Sala del Consiglio Provinciale con l'iniziativa Pratiche di pace contro la mafia ci saranno le drammatiche testimonianze di donne che hanno avuto il proprio destino segnato dalla mafia.
Piera Aiello, Petra Reski, Daniela Dioguardi e Angela Lanza sono le prime testimoni di giustizia che, grazie al loro coraggio coraggio, hanno infranto il muro dell'omertà pagando un prezzo altissimo. E' la storia di donne come Piera Aiello e della cognata Rita Atria, morta suicida dopo la strage di via D'Amelio. E' la storia delle "donne del digiuno" palermitane che nell'estate del 1992 si ribellarono alla spirale di violenza culminata in Sicilia con la morte dei giudici Falcone e Borsellino.

Questo incontro è dedicato alle donne, che con la loro forza si  ribellano al sistema quali operatrici di pace e giustizia per avere una società più giusta e equilibrata, un mondo nuovo in cui donna non è solo sinonimo di abuso e subordinazione.

lunedì 5 marzo 2012

Gomorra, l'incredibile viaggio nel mondo criminale della camorra

"Comprendere cosa significa l'atroce, non negarne l'esistenza, affrontare spregiudicatamente la realtà".
E' questo aforisma di Hannah Arendt che noi tutti dovremmo considerare come nostro mantra per guardare in faccia senza timore il Sistema malato che governa la nostra esistenza dietro le quinte.
Roberto Saviano nelle sue opere-documento ha ricomposto in modo disincantato e spregiudicato le spericolate logiche economiche-finanziare dei clan del napoletano e del casertano, trascinando i lettori in un abisso anomalo e visionario in cui nessuna immaginazione è in grado di arrivare.

Gomorra, la pubblicazione che gli deve il suo successo mondiale, racconta con vivida chiarezza le dinamiche del mondo economico della camorra.

Io so e ho le prove. Io so come hanno origine le economie e dove prendono l'odore. L'odore dell'affermazione e della vittoria. Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E la verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente. Io so e ho le prove. Io so dove le pagine dei manuali d'economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo e contratti. Io so. Le prove non sono nascoste in nessuna pen-drive celata in buche sotto terra. Non ho video compromettenti in garage nascosti in inaccessibili paesi di montagna. Né possiedo documenti ciclostilati dei servizi segreti. Le prove sono inconfutabili perché parziali, riprese con le iridi, raccontate con le parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni. Io vedo, trasento, guardo, parlo, e così testimonio, brutta parola che ancora può valere quando sussurra: "È falso" all'orecchio di chi ascolta le cantilene a rima baciata dei meccanismi di potere. La verità è parziale, in fondo se fosse riducibile a formula oggettiva sarebbe chimica. Io so e ho le prove. E quindi racconto. Di queste verità.

Ecco. Questa è la forza della parola, che ci rende liberi fintanto che avremo il coraggio di raccontare la nostra verità.




giovedì 1 marzo 2012

Giuseppe Ayala al Teatro della Rocca di Novellara

Domenica 25 febbraio Carlotta Ghizzoni e Domenico Ammendola - rispettivamente presidente e direttore artistico di NoveTeatro - hanno avuto l'onore di conoscere Giuseppe Ayala, al Teatro della Rocca di Novellara in occasione della kermesse che ruota attorno all'annuale concerto dei Nomadi.


Dopo avere intrattenuto il pubblico nell’incontro «Troppe coincidenze», il famoso magistrato e politico che ha lavorato per anni nel pool antimafia di Palermo, si è fermato a confrontarsi con noi, Youssef Salmi (assessore all'associazionismo e giovani del comune di Novellara) e Barbara Cantarelli (vice-sindaco del comune di Novellara).


Ci ha svelato che la mafia nel corso della storia si è adattata ai cambiamenti dell'economia e della società. Per capirlo - sostiene Ayala - io cito sempre l'esempio della Pizza Connection, che è anche una vicenda abbastanza conosciuta (ci sono stati dei film, se ne è parlato).
La Pizza Connection era un meccanismo che noi abbiamo scoperto. L'eroina non esiste in natura: l'eroina è un derivato chimico della morfina base. La morfina base giungeva dai paesi mediorientali nel palermitano. Lì c'erano le "raffinerie" di droga, che trasformavano questa morfina base in eroina. L'eroina veniva collocata sul mercato americano, newyorkese in particolare. Il danaro ricavato attraverso "paradisi valutari" veniva versato tutto in banche svizzere. Nelle banche svizzere avvenivano le transazioni: si pagava la materia prima. Quello che rimaneva del guadagno, in parte si reinvestiva all'estero, in parte veniva reinvestito in Italia.
Questo è lo schema che vi dà la dimensione, anche planetaria, della capacità di fare affari della mafia.

giovedì 23 febbraio 2012

"In Italia dilagano corruzione, illegalità e malaffare" La Corte dei Conti denuncia la grave situazione del nostro Paese


Il tema dell'illegalità è purtropppo di grande attualità nell'Italia dei giorni nostri.
Basti pensare alle parole di allarme della situazione italiana pronunciate dal presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino lo scorso 16 febbraio in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2012: "illegalità, corruzione e malaffare sono fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese e le cui dimensioni, presumibilmente, sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente alla luce".

Il bilancio delle sentenze emesse nel corso del 2011 rivela ''una panoramica esaustiva dei comportamenti idonei ad arrecare un danno alle finanze pubbliche''. L'elenco spazia dal colposo utilizzo di strumenti derivati o simili prodotti finanziari, alla corruzione, ai comportamenti dannosi nell'attivita' sanitaria, alla scorretta gestione dello smaltimento di rifiuti, all'illecita percezione dei contributi pubblici.

''Si tratta di una lunga - ha detto Giampaolino - e si potrebbe dire ben triste teoria di casi e vicende che serve non tanto per tracciare una mappatura dell'illegalità ma per effettuare una ricognizione degli episodi più ricorrenti di gestione delle risorse pubbliche inadeguata, perché inefficace, inefficiente e diseconomica''.

Durante la crisi in tutta Europa la fedeltà fiscale è diminuita, ma dal 2009 ha registrato un recupero, anche se meno significativo in Italia. I dati registrano un tasso di evasione fiscale pari al 36%, che risulta in Europa il più grave dopo quello della Spagna che si attesta sul 39%.

Scarica la relazione completa.

lunedì 20 febbraio 2012

Fatto di persone-Cineraccontiamo la legalià all'ITIS Nobili di Reggio Emilia

Lo scorso 13 febbraio presso l'istituto ITIS Nobili di Reggio Emilia ha debuttato "Fatto di Persone - CineRaccontiamo la Legalità".
Un pubblico attento di ragazzi ha assisstito allo spettacolo di e con Domenico Ammendola e con la partecipazione di Lorenzo Baldini, interagendo con curiosità e interesse facendo domande sui film e sui libri citati.







venerdì 10 febbraio 2012

PROGETTO "TEATRO E LEGALITA': LINGUAGGIO ANTICO PER UN’EDUCAZIONE MODERNA"

NoveTeatro è tra i vincitori del bando regionale di cui alla L.R. n° 3/2011 “Misure per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso”.In quanto associazione di promozione sociale, con il contributo della Regione Emilia Romagna e dei Comuni della Provincia di Reggio Emilia, a partire da febbraio 2012 e per tutta la prima metà dell’anno in corso, NoveTeatro utilizzerà il teatro per sensibilizzare i giovani alla legalità attraverso spettacoli negli istituti scolastici della provincia, spettacoli di piazza, laboratori, conferenze-spettacolo e la creazione di un blog come forum di discussione.


NoveTeatro utilizza il linguaggio teatrale come veicolo di sensibilizzazione per tematiche sociali.

In particolar modo, vogliamo diffondere il messaggio “I love Legalità-La Mafia fa schifo”con modalità innovative in contesti che spesso si trovano a discutere problematiche sociali e civili. Grazie a linguaggi e percorsi comunicativi che non hanno una valenza spettacolare, svilupperemo il progetto “Teatro e Legalità”  su tutta la Provincia di Reggio Emilia, con particolare interesse ai comuni che hanno poli scolastici: Bagnolo in Piano, Castelnovo ne’ Monti, Correggio, Fabbrico, Montecchio Emilia, Novellara, Reggio Emilia, Scandiano.
Giovani, adulti, studenti e lavoratori: ognuno di noi nella propria vita quotidiana è venuto a contatto con l’illecito.

Sebbene la Provincia non abbia storicamente avuto episodi eclatanti o manifesti di criminalità organizzata e mafiosa, negli ultimi anni abbiamo rilevato una sempre più frequente infiltrazione mafiosa soprattutto nell’ambito imprenditoriale. La nostra Provincia non è immune da tali infiltrazioni. Sempre più spesso oggi le organizzazioni mafiose riciclano i proventi delle loro attività illegali al nord. Per prevenire le drammatiche conseguenze di “cosa nostra” l’unica soluzione è puntare sulle radici, sulle nuove generazioni per la diffusione della cultura della legalità.
  • Programma del progetto“TEATRO E LEGALITA’’’
  • Fatto di persone CineRaccontiamo la Legalità, spettacolo per le scuole superior i
  • Laboratorio di Teatro Forum
  • In Terra Infidelium, spettacolo itinerante di piazza
  • Blog: Una provincia Legale
  • Conferenza-Spettacolo di sintesi al progetto