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mercoledì 18 luglio 2012

Strage di via d'Amelio: vent'anni di verità nascoste

Oggi è il ventennale della strage di via d'Amelio in cui il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta hanno perso la vita: il 19 luglio del 1992 ha macchiato indelebilmente con il sangue la storia della politica italiana. 
A Palermo sono arrivati da tutta Itala in commemorazione del giudice ucciso dalla mafia, e come ogni anno a simbolo della loro battaglia alla ricerca della verità hanno scelto l'agenda rossa, il diario personale del magistrato misteriosamente sparito dopo l'attentato. Oggi il ''Popolo delle Agende Rosse'' si e' dato appuntamento davanti al tribunale di Palermo. ''Siamo qui - dicono - perche' Paolo si ricorda anche manifestando solidarieta' ai pm di Palermo che indagano sulla trattativa Stato-mafia''. Sugli striscioni che hanno affisso si legge: ''difendiamo chi indaga sulla trattativa Stato-mafia''.
Per capire la genesi del movimento spontaneo del "Popolo delle Agende Rosse" leggiamo le parole di Benny Calasanzio Borsellino  in un'intervista su Amedit Magazine di cui riportiamo un estratto: 


Cosa ti ha spinto a fondare con Salvatore (ndr. Borsellino) il “Popolo delle Agende rosse” e quale il bilancio che si può trarre dall’azione di questo movimento?

Le Agende Rosse in realtà sono nate in autonomia. Io e Salvatore abbiamo iniziato a girare l’Italia insieme, lui a raccontare una storia troppo conosciuta e io una troppo poco conosciuta. Sempre più persone hanno iniziato a venire ai nostri incontri e in poco tempo ci siamo trovati ad avere problemi di sedie! Ci siamo trovati, ci siamo voluti bene e oggi siamo inseparabili, nonostante lui abbia circa 40 anni in più di me. Grazie agli uomini e alle donne delle Agende Rosse oggi in Italia c’è una coscienza critica che conosce, che sa, che non può più essere presa in giro. In alcuni casi sulla strage di Via d’Amelio sanno molto di più le Agende Rosse che gli addetti ai lavori.

A Borsellino il Comune di Palermo titolerà l'atrio della biblioteca comunale, mentre a tutti coloro nati il 19 luglio 1992 l'amministrazione ha regalato dei block notes con l'elenco di tutte le vittime della mafia dal 1893 a oggi. 


Ma la verità quando emergerà?

venerdì 25 maggio 2012

In Terra Infidelium a Correggio

Nel ventesimo anniversario della strage mafiosa di Capaci, per ricordare i celbri protagonisti anti-mafia Falcone e Borsellin,o il Comune di Correggio, in collaborazione con “Libera - Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie zona di Correggio” e Coop Nordest - Distretto soci di Correggio, Rio Saliceto e San Martino in Rio, ha promosso un calendario di iniziative dal titolo “La memoria e l’impegno contro le mafie”.

Mercoledì 24 maggio si è tenuto il secondo appuntamento di In Terra Infidelium, spettacolo itinerante di piazza che ha condotto il pubblico correggese attraverso le vie del centro storico in un viaggio all'interno del mondo sommerso di mafia e illegalità.


 In Terra Infidelium è prodotto da Nove Teatro, per la regia di Domenico Ammendola: primo spettacolo alle ore 18,30, secondo spettacolo alle ore 21, terzo spettacolo alle ore 22, sempre con partenza da Palazzo Principi.
Correggio, poi, è solo una delle tappe della tournée dello spettacolo itinerante "In Terra Infidelium", che tra maggio e giugno passerà da Novellara (martedì 22 maggio), Reggio Emilia (giovedì 24 maggio, domenica 3 giugno e domenica 17 giugno), Bagnolo in Piano (domenica 27 maggio) e Scandiano (sabato 2 giugno).


“La proposta di questi incontri”, commentano gli organizzatori, “che non esaurisce le nostre prossime iniziative, intende approfondire la storia e la conoscenza dell’attuale presenza del crimine organizzato in Italia e in Emilia, per capire e per attrezzarci a contrastare con fermezza quelle mafie che vorrebbero rendere schiavi uomini e donne liberi”.



lunedì 26 marzo 2012

21 marzo: una giornata per ricordare le vittime di mafia

Il 21 marzo non è solo il primo giorno di primavera, ma anche il simbolo della speranza che si rinnova. Dal 1996 si celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. E' occasione di incontro con i familiari delle vittime che nelle varie associazioni contro le mafie hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace.
A Reggio Emilia il Comune in collaborazione con Centro sociale Papa Giovanni XXIII e Libera il 21 e 22 marzo scorsi hanno promosso la prima rassegna "Rassegna della legalità", un fitto programma di
letture, incontri, iniziative, happening, proiezioni in memoria delle vittime della criminalità organizzata e per parlare di legalità e contrasto alla mafia.
In questi giorni l'arte unito tutti, dai più piccoli delle scuole elementari della città e della provincia ai ragazzi delle superiori. Dall'aula magna dell'Università di Reggio con la premiazione degli studenti partecipanti al concorso fumettistico "Samuela Solfitti", al Liceo Scientifico Spallanzani dove NoveTeatro, all'interno del progetto Teatro e Legalità, ha proposto un cine racconto "Fatto di persone" fino ad arrivare all'arte pop del writer Stone, che in Piazza Prampolini stende un lenzuolo bianco con il monito "Coloriamo le mafie", che dopo un'ora si è trasformato in un patchwork di calligrafie, frasi d'autore, pensieri di legalità.




giovedì 8 marzo 2012

Donne: le vere eroine della mafia

Graziella lavorava in una lavanderia a Villafranca Tirrena. La giovane scomparve a Villafranca Tirrena dopo essere uscita dalla lavanderia dove lavorava, la sera del 12 dicembre 1985. Allora il negozio era frequentato da due clienti che si presentano come l'ingegner Toni Cannata e il geometra Gianni Lombardo, di Palermo. In realtà sono Gerlando Alberti junior (nipote di Gerlando Alberti senior, soprannominato 'u paccarè, il furbo, braccio destro di Pippo Calò) e Giovanni Sutera, pericolosi latitanti ricercati per associazione mafiosa e traffico di droga. Da anni abitano in una villetta a Villafranca, a due passi dalla caserma dei carabinieri. Il destino fa incrociare i mafiosi con quella ragazza dai grandi occhi scuri. L’unica colpa della ragazza: trovare negli indumenti dell'ingegner Cannata un documento in cui veniva rivelata la sua vera identità, Gerlando Alberti jr, nipote latitante del boss Gerlando Alberti senior.
La sera del 14 dicembre Graziella non sale sulla corriera che la riporta a casa. Due giorni dopo, il cadavere viene trovato a Forte Campone, un luogo isolato, che fa paura: uccisa con cinque colpi di lupara, uno sparato sul viso. La ragazza è sfigurata, con un braccio alzato come per difendersi.

All’innocente donna siciliana finita per caso nel mirino della mafia, oggi viene dedicata “Cascina Graziella”, un bene confiscato a Francesco Pace, imprenditore originario di Paceco (successore di Vincenzo Virga, luogotenente di Bernardo Provenzano), e si trova a Moncalvo d’Asti. In prospettiva, nel bene confiscato nascerà una cooperativa di lavoro in cui saranno impiegate le donne residenti in un centro socio-assistenziale, in cui saranno ospitate donne vittime di dipendenze (alcol, droga, gioco) e di abusi.

La provincia di Reggio Emilia celebrerà la festa delle donne all’insegna di Donne e Legalità: venerdì 9 marzo alle 17 presso la Sala del Consiglio Provinciale con l'iniziativa Pratiche di pace contro la mafia ci saranno le drammatiche testimonianze di donne che hanno avuto il proprio destino segnato dalla mafia.
Piera Aiello, Petra Reski, Daniela Dioguardi e Angela Lanza sono le prime testimoni di giustizia che, grazie al loro coraggio coraggio, hanno infranto il muro dell'omertà pagando un prezzo altissimo. E' la storia di donne come Piera Aiello e della cognata Rita Atria, morta suicida dopo la strage di via D'Amelio. E' la storia delle "donne del digiuno" palermitane che nell'estate del 1992 si ribellarono alla spirale di violenza culminata in Sicilia con la morte dei giudici Falcone e Borsellino.

Questo incontro è dedicato alle donne, che con la loro forza si  ribellano al sistema quali operatrici di pace e giustizia per avere una società più giusta e equilibrata, un mondo nuovo in cui donna non è solo sinonimo di abuso e subordinazione.