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mercoledì 25 luglio 2012

Emilia, Terra di mezzo: Benny Calasanzio Borsellino e Salvatore Borsellino in conferenza al Teatro di Novellara


Venerdì 27 luglio alle ore 21,30 presso il Cortile della Rocca di Novellara si terrà Emilia, Terra di mezzo, una conferenza-spettacolo che concluderà il ciclo degli eventi di “Teatro e Legalità: linguaggio antico per un’educazione moderna”, progetto teatrale di NoveTeatro per parlare di legalità e di lotta alla criminalità organizzata, sostenuto dalla Provincia di Reggio Emilia e dalla Regione Emilia Romagna.

La serata si aprirà con la proiezione del filmato sugli spettacoli realizzati negli istituti superiori della provincia e sulla tournée degli spettacoli itineranti di piazza che si sono tenuti nei vari Comuni aderenti.
Ospite d’onore della serata sarà l’ing. Salvatore Borsellino, che porterà la sua testimonianza in collegamento in video-conferenza in occasione delle celebrazioni del ventesimo anniversario della strage di via D’Amelio.
Sul palcoscenico interverrà anche il giovane giornalista Benny Calasanzio Borsellino, co-autore insieme a Salvatore Borsellino di Fino all’ultimo giorno della mia vita” edito da Aliberti Editore


Il libro narra di come un magistrato sia diventato un personaggio pubblico per il suo coraggioso impegno contro la mafia e raccoglie i ricordi di vita dei due amici, che condividono il dolore di essere parenti di vittime di mafia. Una vita iniziata sotto le bombe degli Alleati nella Palermo del 1942, poi sconvolta dall’autobomba che causò la strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992.
Sul palcoscenico interverranno Raul Daoli (sindaco di Novellara), Alberto Borghi (sindaco di Bomporto), Franco Corradini (assessore alla coesione e sicurezza sociale di Reggio Emilia) e Youssef Salmi (assessore all’associazionismo, volontariato e giovani del comune di Novellara), si interfacceranno sul tema della legalità per cercare insieme una risposta comune alla criminalità organizzata. Gli ospiti saranno moderati dal direttore artistico di NoveTeatro Domenico Ammendola, che raccoglierà le loro esperienze relative a pressioni mafiose e contatti con l’illecito per riuscire a delineare insieme le fondamenta di un nuovo senso civico e di una sensibilità maggiore verso le regole del vivere comune e verso la lotta alle mafie.

Ai rappresentanti degli enti coinvolti che hanno collaborato e sostenuto NoveTeatro verrà rilasciata una pubblicazione con dvd allegato a testimonianza dell’intero progetto“Teatro e Legalità”.
  

giovedì 5 luglio 2012

Antonio Ingroia: l'Italia è un paese senza verità



Antonio Ingroia accusa l'Italia di essere un paese senza verità: "Credo che in un Paese normale di fronte a questa azione della Magistratura, il paese delle istituzioni e la società si stringerebbero attorno ai magistrati, li si sosterrebbe in questo compito difficile, anzi ciascuno cercherebbe di fare la propria parte. La politica dovrebbe occuparsene, accertando quello che alla politica tocca accertare rispetto al passato, la verità politica, la verità storica – politica. Non tocca alla Magistratura appurare la verità storica. La politica dovrebbe anche individuare responsabilità storiche e responsabilità politiche, non certo le responsabilità penali e invece questo in Italia non è avvenuto. Almeno fino a oggi non è avvenuto". 

Il famoso Magistrato parla sul blog di Beppe Grillo della sua esperienza di Magistrato, delle menzogne e dell'omertà intorno alle stragi di magia e accusa l'assenza di appoggio al lavoro della Magistratura da parte delle istituzioni, dello Stato.

"Noi siamo un Paese incapace di ricordare il proprio passato, di appropriarsene attraverso la verità, perché poi la verità è anche uno strumento per ricostruire il passato. È un Paese che rimane senza passato e senza memoria perché non ha verità sul suo passato, un paese che non può costruire nessun futuro".


Senza verità l'Italia non riuscirà mai a illuminare i suoi angoli bui, e senza la luce della chiarezza il nostro stato non potrà mai crescere.

"Perché questa Seconda Repubblica affonda letteralmente i suoi pilastri nel sangue di quelle stragi, in quella trattativa che si sviluppò dietro le quinte di quelle stragi.
 Non solo la politica non ha fatto questo, ma né dalla politica, né dal mondo dei mass media, il mondo dell’informazione è venuto un sostegno nei confronti della Magistratura, anzi queste iniziative di verità, di realtà giudiziaria ovviamente - non tocca alla Magistratura scoprire la verità storica - sono state accolte con freddezza, fastidio, a volte con ostilità come se questo Paese la verità non la volesse, come se ci fosse una grande parte del Paese che preferisce vivere in quell’eterno presente immobile senza conoscere le proprie origini, forse per la paura di scoprire qualcosa di cui vergognarsi nella propria vita."



Immobilità sterile o scomoda verità? 

L'Italia deve avere il coraggio di essere finalmente libera. Libera, una volta per tutte, dalla tela di cosa nostra potrà volare verso nuovi orizzonti.

lunedì 5 marzo 2012

Gomorra, l'incredibile viaggio nel mondo criminale della camorra

"Comprendere cosa significa l'atroce, non negarne l'esistenza, affrontare spregiudicatamente la realtà".
E' questo aforisma di Hannah Arendt che noi tutti dovremmo considerare come nostro mantra per guardare in faccia senza timore il Sistema malato che governa la nostra esistenza dietro le quinte.
Roberto Saviano nelle sue opere-documento ha ricomposto in modo disincantato e spregiudicato le spericolate logiche economiche-finanziare dei clan del napoletano e del casertano, trascinando i lettori in un abisso anomalo e visionario in cui nessuna immaginazione è in grado di arrivare.

Gomorra, la pubblicazione che gli deve il suo successo mondiale, racconta con vivida chiarezza le dinamiche del mondo economico della camorra.

Io so e ho le prove. Io so come hanno origine le economie e dove prendono l'odore. L'odore dell'affermazione e della vittoria. Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E la verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente. Io so e ho le prove. Io so dove le pagine dei manuali d'economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo e contratti. Io so. Le prove non sono nascoste in nessuna pen-drive celata in buche sotto terra. Non ho video compromettenti in garage nascosti in inaccessibili paesi di montagna. Né possiedo documenti ciclostilati dei servizi segreti. Le prove sono inconfutabili perché parziali, riprese con le iridi, raccontate con le parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni. Io vedo, trasento, guardo, parlo, e così testimonio, brutta parola che ancora può valere quando sussurra: "È falso" all'orecchio di chi ascolta le cantilene a rima baciata dei meccanismi di potere. La verità è parziale, in fondo se fosse riducibile a formula oggettiva sarebbe chimica. Io so e ho le prove. E quindi racconto. Di queste verità.

Ecco. Questa è la forza della parola, che ci rende liberi fintanto che avremo il coraggio di raccontare la nostra verità.




lunedì 20 febbraio 2012

Fatto di persone-Cineraccontiamo la legalià all'ITIS Nobili di Reggio Emilia

Lo scorso 13 febbraio presso l'istituto ITIS Nobili di Reggio Emilia ha debuttato "Fatto di Persone - CineRaccontiamo la Legalità".
Un pubblico attento di ragazzi ha assisstito allo spettacolo di e con Domenico Ammendola e con la partecipazione di Lorenzo Baldini, interagendo con curiosità e interesse facendo domande sui film e sui libri citati.